mercoledì 19 novembre 2008

Eluana e il testamento biologico

Di certo tutti avete sentito qualcosa del caso Eluana, non riprendo dunque la vicenda.
Ecco alcune considerazioni. Le mie.
Non te lo auguro ma se tu, lettore di questo fantastico blog, ti prendi una malattia, hai la fortuna che ti venga diagnosticata e ancora sei fortunato, perché è curabile ed esiste una terapia o un intervento risolutore, puoi decidere che fare: seguire le indicazioni del dottore o no, preferire una via piuttosto che un'altra. Sempre.
Hai dei bacilli in tour nel tuo organismo? C'è l'antibiotico! Ma puoi non prenderlo.
Hai fatto un incidente e per salvarti la vita devono amputarti la gamba? Puoi rifiutarti e, quasi sicuramente, morire (vi ricorda niente?). Hai bisogno di una trasfusione, ma sei testimone di Geova? Puoi negare il consenso. Potrei andare avanti molto, ma il concetto è che sempre sei libero di scegliere. Se puoi.
Il testamento biologico serve proprio a dire - in caso tu non possa esprimerti - qual è la tua volontà. Non vuoi che il tuo organismo rimanga attaccato per più di un lasso temporale a un respiratore artificiale? Bene, mettilo per iscritto e (entro certi paletti) queste indicazioni verranno seguite dei medici, nel caso in cui... beh, speriamo non servano mai...
L'idea che mi son fatto è che la cassazione abbia sbagliato non perché staccare la spina a Eluana sia omicidio o chissà cosa, piuttosto perché, accogliendo la richiesta del sig. Englaro, si è basata sui ricordi di un dialogo avuto da questo con la figlia in un momento in cui Eluana era emotivamente "alterata". Non mi pare sufficiente. Non può esserlo.
Gli alti papaveri vaticani sbagliano anch'essi a sbarrare la strada (almeno così è stato finora) ad una legge che, per me, sarebbe sacrosanta.
Son convinto che queste questioni si risolvano solo dialogando, a voi la parola!

12 commenti:

F/\B!O ha detto...

La questione è molto delicata: stasera all'ACG Lisa ed io abbiamo deciso di interrompere la normale programmazione delle attività e inserire un dibattito sulla vita di Eluana.

Ci sono molti interrogativi che mi pongo, ve li elenco.
Sfamare e dissetare qualcuno è una terapia?
Il diritto di rifiutare l'accanimento terapeutico mi dà il diritto di rifiutare la mia vita?
Eluana è malata o disabile, diversamente abile?
Se non ha più cognizione, perché sedarla?
La vita in quanto tale può perdere dignità?

Domani vi aggiornerò su quanto emergerà stasera.

Pier ha detto...

Scusate gli errori di battitura nel post..Moka, se hai modo, vai di bianchetto.. :)
La questione sì, è molto delicata, ma il fatto che se sono cosciente posso scegliere e se non lo sono non posso influenzare minimamente le decisioni dei medici, dei miei cari e della magistratura non mi piace.
Comunque l'intento del post era proprio quello di sentire il vostro parere, perchè il silenzio e il trincerarsi dietro questioni dogmatiche sono i due modi peggiori di affrontare il tema.
Visto che 50 anni fa questi problemi non c'erano e fra 50 anni, salvo sorprese, avremo Eluane tutti i giorni bisogna affrontare il tema, trovare una soluzione, magari la migliore o almeno la meno peggio e farci una legge.
Non si può lasciar decidere a un giudice...troppo comodo per noi e per i politici lavarsene le mani!!

F/\B!O ha detto...

Dunque, ecco com'è andata ieri in gruppo.
Abbiamo letto la storia di Eluana in perfetto silenzio. Assoluto. Non era mai capitato.
In pochi si sono schierati per la vita: non abbiamo fatto un conteggio, ma direi 4 su 20.
Le posizioni della maggioranza erano queste: il dipendere da qualcuno/qualcosa per vivere è innaturale, della mia vita sono padrone io e ci faccio ciò che voglio, Eluana non può fare nulla quindi la sua vita non ha senso e ha perso ogni dignità.
La discussione è stata abbastanza animata e anche chi di solito tace si è espresso. Tutti ne avevano sentito parlare, ma pochi conoscevano la storia. Non si meravigliano che il padre voglia lasciar morire di fame e di sete la propria figlia.

PS: faccio io da correttore bozze, per cui segnalami pure gli errori se mi sfuggono!

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con quanto scritto, almeno nella prima parte del post.
Posto che non voglio giudicare i genitori perchè il loro ruolo è difficilissimo e non comprendibile.

Perchè a mio parere la decisione è sbagliata? Per due motivi, il primo è che non si tratta di togliere un apparecchio artificiale che faccia sopravvivere Eluana, ma di farla morire di fame e di sete.
Secondo, e più importante, perchè tutti noi, penso nessuno escluso siamo contrari alla pena di morte,e siamo contrari anche per chi, capace di intendere e volere, si è macchiato di crimini aberranti. Perchè? Perchè l'uomo non ha diritto di disporre della vita e della morte di altri uomini...e qui siamo esattamente nello stesso caso.

Una legge sul testamento biologico è necessaria, e risolverebbe credo la maggior parte dei problemi.
Ma riflettici bene Pier, io non ho paura degli "alti papaveri del Vaticano" (a chi ti riferisci, al Papa, a qualche Vescovo in particolare?) bensi di questi giudici che forse vogliono passare alla storia con sentenze come questa.
E ho molta paura che come è successo sempre finora (soprattutto in altri paesi al di fuori dell'Italia) il pretesto di permettere certi atti per casi eccezionali si trasformi nella possibilità di compiere qualunque atto di eutanasia o di aborto, per "pietà" o per certi medici di poter ripercorrere le orme di Victor Frankenstein in nome di presunti benefici all'umanità.

Credo che la Chiesa abbia comunque il dovere di prendere posizione, anche se a volte ci sembra ostica e priva di aperture proprio per impedire che uno spiraglio legislativo diventi una voragine che inghiotta qualunque principio etico e morale.

Penso che anche chi fosse favorevole a questa decisione debba sentirsi comunque triste.

Pier ha detto...

In questo caso, su tutti, mi riferisco a Mons. Fisichella, ma il discorso vale anche per altri.
Come si fa a chiudersi e a trincerarsi dietro ragioni che andavano bene negli anni '40, ma non oggi?! Addirittura ho sentito richiami alla costituzione italiana del tutto infondati visto che è stata scritta prima dell'invenzione di tutti i macchinari (tra cui il respiratore artificiale) impiegati per tenere in vita l'Eluana di turno...
Anche l'intervento di don Gino di domenica, non l'ho condiviso.
Puoi immaginare come la pensi sulla vita, ma qui si tratta di stabilire se Eluana in futuro potrà scrivere di suo pugno "una volta che le avete provate tutte lasciatemi tornare dal Creatore" oppure "provatele tutte anche fra 30 anni". Io proprio non riesco a capacitarmi di come uno che può esprimersi possa decidere quali macchinari/terapie/etc...impiegare e quali no e quando uno non è più cosciente non può fare niente anche se l'ha già dichiarato.
Infine mi vien da ricordare sempre a questi alti papaveri che in uno stato laico una legge deve tener conto di tutti, non solo dei credenti, ammesso e non concesso che protrarre l'esistenza a tutti i costi di una creatura sia un comportamento più cristiano di altri.
Infatti, ad esempio, in Inghilterra e in America, tenere in vita persone come Eluana non è possibile perchè dopo un anno di stato vegetativo permanente, nutrimento e idratazione artificiali sono considerati "accanimento terapeutico" quindi vengono sospesi (Terri Schiavo fu un'eccezione vista la forte contrarietà dei genitori).
Ringrazio comunque il sig. Englaro che ci ha portato a parlare di questo tema immolando la vita della figlia sull'altare della civiltà ricordandoci che bisogna risolvere le questioni in modo appropriato, non ricorrendo ogni volta alla magistratura o all'italiana: dimenticandosi di dare le vitamine e la soluzione nutritiva che tiene in vita Eluana (come è successo, succede e, se non si sistema la cosa a livello giudiziario, continuerà a succedere).
Non condivido l'analisi che fai dei giudici, Stefano. Non credo che vogliano entrare nella storia; ci saranno anche quelli, per carità, ma non penso sia proprio questo il caso...
Scusate la lunghezza...

Pier ha detto...

Giusto per allungare il brodo non ritengo comunque appropriato, nel caso specifico, che il sig. Englaro prenda l'iniziativa anche se Eluana aveva detto...
Nel dubbio, lascio in vita, ma proprio per scongiurare queste situazioni W W il testamento biologico.

Pier ha detto...

Fabio, proporrò anch'io a sr. Patrizia di parlarne coi ragazzi di 2^ e 3^ sup...se lo facciamo, allungherò ancora il brodo... :)

Anonimo ha detto...

il signor Englaro avrebbe "immolato la figlia sull'altare della civiltà" ?
Lui crede di aver compiuto un gesto di pietà...anche se davanti a qualche telecamera di troppo, ma come ho già detto, la famiglia non si può giudicare.

Ti ripeto e poi non lo faccio più, perchè mi pareva chiaro, che anche se il parere della Chiesa sembra rigido e ostinato (e nelle prediche dovrebbe tener conto del dolore dei genitori, e cercare di non giudicare) rappresenta uno dei pochi argini alla deriva di valori cui stiamo assistendo in nome di una malsana idea di laicismo mascherato da illuminismo per i poveri di spirito.
Tu pensi davvero che se approvano una legge sul testamento biologico (che va fatta, su questo siam d'accordo tutti e non mi pare che la Chiesa sia contraria), tutto si fermerà lì? E tutti diranno "ok bene la legge è fatta, siamo a posto", No, troveranno sempre il caso bordeline, un giudice o un medico si sogneranno un nuovo cavillo.
Chi pensa il contrario è tanto ingenuo.

In Inghilterra e America dopo un anno di stato vegetativo puoi ammazzare uno? Wow che evoluti! In Olanda scommetto che non devi neanche aspettare quell'anno. Meglio ancora. E chi ha deciso che dopo 365 giorni il destino è scontato e non si può più fare nulla? Un medico, uno scienziato? e perchè non 36 giorni o 3650?

Domanda: ma perchè se la Chiesa esprime la sua posizione viene criticata in questo modo dai cattolici stessi, mentre se arriva il dottor Mengele di turno e il limite della vita e della morte lo fissa lui, (che magari poi si scopre essere una siderale cazzata) quello invece vale?

Anonimo ha detto...

"protrarre l'esistenza a tutti i costi di una creatura sia un comportamento più cristiano di altri"

verissimo, lo dici tu stesso, accanirsi contro natura, per tenere in vita uno, non è cristiano.
Assicurare a chi non puo provvedere il nutrimento è cristiano.

Lancio una provocazione

Tutto sommato allora anche far nascere un figlio che sarà disabile potrebbe non essere cristiano, e allora abortire potrebbe essere un atto di pietà, e se qualche beccamorto porporato interviene, non importa, mica possiam sempre pensarla come negli anni '40...

F/\B!O ha detto...

"Ho avuto fame
e mi avete dato da magiare,
ho avuto sete
e mi avete dato da bere"
(Mt 25, 35)

Questo era uno dei due pezzi di Vangelo a cui pensavo durante l'incontro con il gruppo.

Pier ha detto...

Giusto per alimentare la discussione in attesa dell'incontro di stasera coi ragazzi...

Parti che condivido e parti no, date un occhio a questo link...

Pier ha detto...

Resoconto del parere dei ragazzi di ieri sera...
A differenza di Fabio, devo dire che si sono alternati momenti silenziosi e riflessivi a momenti di umorismo becero che ho già rimosso.
A parte questa differenza devo dire che il pensiero comune è stato quello riportato da Fabio, con delle sfumature, ma sostanzialmente sostenendo l'iniziativa dell'Englaro. Le differenze erano del tipo: beh, se soffre perchè le si stacca la spina, meglio un'iniziezione, se non soffre allora tanto vale sospendere le cure e basta.

Io, per non influenzarli, sono stato abbastanza riservato sulla mia posizione in merito.