martedì 22 marzo 2011

Il film di Marzo: Il Cigno Nero (2)

Un piccolo commento mio sul film. La trama l'ha descritta bene Claudia.
Per le sensazione che hanno accompagnato la visione, devo ammettere che è stato abbastanza angosciante, come si percepisce già dal trailer. Claustrofobico, minuti di girato in cui anche lo spettatore si sente in gabbia. Ti verrebbe da prendere la protagonista e scrollarla: Nina, dai, forza, tirati fuori.
E che dire di Beth? Una Winona Ryder difficile da riconoscere. Io ho avuto bisogno dei titoli di coda per confermare la mia impressione.
L'ultima scena in cui compare mi è stata assolutamente impossibile da vedere.
Natalie Portman è stata davvero meravigliosa. Non mi intendo molto di danza classica, ma mi è sembrata davvero brava sulle punte. Molto elegante, fluida, i movimenti sicuri. Di certo non ha fatto delle acrobazie da étoile, ma ha comunque eseguito passi difficili. Non so la sua formazione, se sapesse già ballare o se abbia imparato per il film. Se si tratta del secondo caso, bè, Oscar decisamente meritato.
Nel complessivo, consiglio la visione, di certo non è una pellicola leggera, ma anzi si termina la visione con un qualcosa che è rimasto dentro, un sentire che si scioglierà con il tempo, con il pensiero. Come nelle migliori storie, lascia il suo segno. Buono o no, dipende sicuramente da ognuno di noi.

4 commenti:

F/\B!O ha detto...

Credo che non lo guarderò mai più, a parte forse per la scena di amore saffico ;-)

Stefano S ha detto...

RECENSIONE ALTERNATIVA

Nina, (Natalie Portman) ballerina classica, è ossessionata dalla perfezione nel balletto e nella vita, anche per colpa di mamma Erica (Barbara Hershey) che ha visto frustrati i suoi sogni da ballerina e ora li rivede compiuti nella adorata figlia (personaggio di genitore stereotipato visto solo in altri 2632 film).Per questo controlla in ogni modo la vita della figlia che tiene segregata in una camera-bomboniera che farebbe orrore anche a una 11enne.
Nina è vicina ad ottenere la parte principale nella nuova versione del "Lago dei Cigni" del coreografo LeRoy (Vincent Cassel) che incredibilmente non è gay, infatti nella vita pensa solo a due cose, la seconda è il balletto.
Il guaio di Nina è che interpreta il cigno bianco alla perfezione, essendo perfettina, asettica e frigida, cosa che le ripete chiunque, ma non riesce a interpretare la gemella malvagia, il cigno nero, incarnata invece alla perfezione dalla nuova ballerina Lily (Mila Kunis) che danza con l'istinto,è sensuale,disinibita,parolacciara,sputa per terra e picchia le vecchiette.Ottenuta la parte Nina si dedica corpo e anima all'interpretazione ma comincia ad avere strane visioni e allucinazioni (sul tema del doppio e della parte oscura di noi, ve lo dico anche se si capisce visto che il regista invece di propinarci metafore con il contagocce, usa secchiate e gavettoni). Intanto il satrapo francese che ha preso Nina sotto la sua ala protettiva, diciamo ala, per l'interpretazione del cigno nero che ancora non viene bene, ha pronta la sua infallibile ricetta, un pò di sano autoerotismo alla mattina, giusto prima dell'ovetto battuto, e alla sera una bella uscita al pub all'angolo con Lily dove si sbevazza, ci si droga e ci si fa sbattere nei cessi dal tamarro conosciuto 5 minuti prima.E poi al minuto 69 del film finalmente la scena lesbo che attendevamo da quando Mila Kunis è entrata in scena.
Il giorno successivo Nina è pronta,acquisita la consapevolezza della parte oscura di sè con gesti rivoluzionari tipo bruciare i pupazzi di pelouche e spaccare la mano alla mamma, è pronta per lo spettacolo e la sua intepretazione, caricata della follia del cigno nero, andrà oltre ogni realismo.

L'Ammirevole Portman, che ha girato anche la gran parte delle scene di ballo, si è prodotta in un'ottima performance, forse esageratamente premitata con l'Oscar, comunque molto efficace che sostiene un film che descrive cose interessanti, come la competitività di alcuni ambienti e il dolore fisico che comporta il ballo, vedasi i numerosi primi piani di dita e piedi con lividi e gonfiori. Le scene di danza mi sono piaciute, sarà che da profano apprezzo di più la danza classica che quella moderna che mi appassiona poco. Per il resto molti personaggi banali, una prima parte con l'ossessione tipicamente americana per perfezione e sesso, tra puritanesimo e perversione (mezze vie non se ne parla) e una seconda che vira verso l'horror, appesantita e gravata di simbolismi un tanto al chilo che invece di far intuire spiattella in faccia.
Attori: detto della Portman, interessante la Kunis,ridotti a macchietta Hershey e Cassel, e consentitemi una nota triste per la povera Wynona Rider che è un attrice che apprezzo molto. Ebbene appare in 4 scene..1) incazzata devasta il camerino e insulta la Portman 2) ubriaca marcia fa allusioni sessuali a Cassel e insulta la Portman 3) stato vegetativo 4) in sedia a rotelle si bucherella con un coltello da teatro...e mi pare che insulti la Portman....Wynona ma avevai la bolletta del gas da pagare quando hai accettato la parte?

F/\B!O ha detto...

Grande Stefano, ottima rece :-)

mOKa ha detto...

Grande Stefano, caustico come al solito, ma efficace. Per Winona, io l'ultima scena non l'ho mica guardata, mi faceva impressione...