L'avvicini quatto quatto, guardando verso la sua direzione, distrattamente. Non vuoi far notare che stai guardando davvero nella sua direzione. Non vuoi che se ne accorga nessuno, anzi, non vuoi nemmeno accorgertene tu. Fingi anche con te stessa che ti sia caduto l'occhio, per sbaglio, di là. Eppure l'osservi, attentamente lo fissi in ogni suo piccolo particolare. Dov'è esattamente e com'è vestito. Sbatti le palpebre comandando al cervello di ricordare bene tutto. Con indifferenza apparente volgi lo sguardo e ti volti altrove, camminandotene via. Da lì a qualche minuto nella tua testa rimane un'accozzaglia di colori e ti rammarichi di avere attiva in te solo la memoria a brevissimo termine.
Nei giorni successivi ci riprovi: torni nel luogo del vostro primo, fortuito, incontro. Ed è lì. Di nuovo sguardi velati di disinteresse e di nuovo ingranaggi (dis-) attivi della memoria. Ennesima separazione, ennesimo fallimento mnemonico. Qualche particolare si è fissato, ma sempre confuso.
Il corteggiamento prosegue con la medesima danza rituale: sguardi, avanzamenti, ripensamenti, allontanamenti e amaro ricordo.
Finché giunge il giorno in cui torni nello stesso luogo, alla stessa ora, e non lo trovi più. No! Catastrofe! Dov'è? Sono arrivata tardi? Ti chiedi.
Poi cerchi con più attenzione e scopri che gli hanno solo cambiato spazio, scaffale. È sempre lì.
Dopo giorni di visite, di indeciso corteggiamento ancora non ti ricordi il titolo. Guardi il prezzo -ahi- e ti sorprendi: ricordavi costasse di più. In realtà sei entrata in libreria con l'idea di non comprarlo, di continuare il corteggiamento... ma la tentazione è troppo forte. Lo abbracci stretto stretto e ti dirigi verso la cassa, tanto la tua condanna per volontà cedevole è già stata emessa. Ti giustifichi: se non era questa settimana sarebbe stata la prossima. Insomma, quanto tempo si può rimanere indifferenti a una cotta?
Nei giorni successivi ci riprovi: torni nel luogo del vostro primo, fortuito, incontro. Ed è lì. Di nuovo sguardi velati di disinteresse e di nuovo ingranaggi (dis-) attivi della memoria. Ennesima separazione, ennesimo fallimento mnemonico. Qualche particolare si è fissato, ma sempre confuso.
Il corteggiamento prosegue con la medesima danza rituale: sguardi, avanzamenti, ripensamenti, allontanamenti e amaro ricordo.
Finché giunge il giorno in cui torni nello stesso luogo, alla stessa ora, e non lo trovi più. No! Catastrofe! Dov'è? Sono arrivata tardi? Ti chiedi.
Poi cerchi con più attenzione e scopri che gli hanno solo cambiato spazio, scaffale. È sempre lì.
Dopo giorni di visite, di indeciso corteggiamento ancora non ti ricordi il titolo. Guardi il prezzo -ahi- e ti sorprendi: ricordavi costasse di più. In realtà sei entrata in libreria con l'idea di non comprarlo, di continuare il corteggiamento... ma la tentazione è troppo forte. Lo abbracci stretto stretto e ti dirigi verso la cassa, tanto la tua condanna per volontà cedevole è già stata emessa. Ti giustifichi: se non era questa settimana sarebbe stata la prossima. Insomma, quanto tempo si può rimanere indifferenti a una cotta?

Torna su
6 commenti:
Sapendo già che la relazione sarà solo temporanea, preferisco far tappa in biblio ;-)
La relazione con un libro non è mai temporanea.
Per me sì; se mi dovesse tornar voglia di leggerlo (finora è capitato solo con Il signore degli anelli) torno a prenderlo in prestito. Una botta e via dunque. Ci sono troppi bei libri là fuori per rileggere.
Sono d'accordo con Monica,pur se già letto voglio averlo, per rileggerlo o anche per riprendere magari qualche frase che mi ha colpito.
Le frasi me le segno durante la lettura oppure mi affido al digitale :-)
non lo so, una botta e via, mi sembra di equiparare un libro a una battona :-)
Posta un commento