martedì 10 marzo 2009

Di nuovo crisi

Oggi parlavo con una delle ausiliarie dell'asilo in cui sono stagista. È giovane, carina, gentile e straniera, ma questo è un dettaglio. Mi diceva che per il suo regolare lavoro di 8 ore prende meno di 800€. Per pagare tutto ciò che comporta una vita non supportata dai genitori, ma anzi di donna sposata (non so se abbia prole), è stata costretta a procurasi altri due lavoretti, di cui uno la impegna fino alle 10 di sera. Cioè lei stacca dal suo lavoro principale, prende il suo fagotto e cambia luogo, ma non lavoro. Inoltre non è una scelta per un breve periodo, ma una costrizione che si protrarrà.
Mi chiedo: ma che vita è?
Lei stessa se lo domanda. Insomma, quando ha il tempo di vivere i suoi affetti? Già è difficile restando fuori di casa dieci ore, ma quando queste aumentano? Che senso ha trascorrere il proprio tempo sfacchinano per pochi soldi?
In effetti il punto è proprio questo, i pochi soldi. Non è che una persona sceglie di non restarsene seduto beato sul divano, uno ci è costretto.
Non so se l'attuale crisi economica sia da colpevolizzare anche per questo, dopotutto questa donna lavora molto, ma io ritengo lo stesso tale situazione esito di una crisi. Crisi di valori? Crisi del denaro? Non riesco a darci un nome.
Se non trovi lavoro non mangi, se ne trovi troppi perché senno non campi, non vivi la tua vita... Ma la giusta via di mezzo dove si è persa?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

In generale cosa intendiamo per crisi? Non lo so nemmeno io...vedo film ambientati in America durante la grande depressione in cui i protagonisti stanno in baracche e non hanno nulla da dar da mangiare ai figli, e poi vedo la realtà di oggi in cui spesso si rinuncia all'utile per l'inutile e in cui ogni italiano possiede 1,4 telefonini, bebè compresi.
A parte il caso che tu citi e altri simili che in effetti preoccupano, ma stiamo assistendo anche a una crisi di valori? In cui rinunciare a un bene di consumo costoso e non indispensabile viene percepito come crisi? Il nostro benessere è sempre aumentato linearmente,potevamo permetterci 1, poi 2, poi 3...ma appena invece di aumentare di uno aumenta di mezzo percepiamo qualcosa che non va.
Lo scrittore Mauro Corona sostiene che una crisi potrebbe essere la benvenuta qualora ci obbligasse a non pensare più al superfluo e a non farci prendere dalla frenesia del consumo...

scusate il discorso parecchio confuso ma ho scritto le cose un pò come venivano :-)

F/\B!O ha detto...

A volte è più difficile rinunciare al superfluo che al necessario...