mercoledì 11 febbraio 2009

Il libro di gennaio: Il Signore degli Anelli

Arrivo in ritardo sul mese, ma quando ho finito Il Ritorno del re era il momento nel blog della cronaca della missione in Russia di Fabio. Arrivo ora.
Notiziona: ho finito di leggere Il Signore degli Anelli.
Ci ho messo tanto, ma più che altro perché ho letto anni fa La Compagnia dell'anello e poi non ho più proseguito con gli altri volumi. Mi ero stufata. Avevo voglia d'altro.
Che sia un gran libro è innegabile, l'ammirazione per Tolkien è indiscussa - si è creato un mondo, con storie, leggende e lingue... anche il solo pensarlo mi sarebbe impossibile - ma... ecco il mio ma... è lungo! Non mi spaventano i volumi grossi, no. Mi spaventano i volumi pesanti e per il mio gusto Il Signore degli Anelli è un po' pesante. Troppe descrizioni. Io amo la scrittura veloce, quel modo di scrivere scorrevole che ti fa chiedere "Già finito?" all'ultima pagina, perché davvero non ti pareva di aver letto tanto!
Tolkien non è così. Ti accorgi, eccome, di ogni cosa che riporta, di ogni concetto e di ogni situazione.
Non è una vera critica la mia, è più che altro una questione di gusti.
Io amo i libri corti, ma intensi. Ho l'impazienza di passare a una storia nuova. Di finire quello che ho in mano e prenderne un altro.
Non dico molto altro perché... cavolo, cosa posso dire di un tale capolavoro?
Ah sì, mi ha sorpreso enormemente la prima e l'ultima parte dell'intera storia. La prima metà de La Compagnia dell'Anello e quasi tutta la parte finale de Il Ritorno del Re non sono nemmeno sfiorati nei film. Sono state le pagine che ho letto con più curiosità perché non le conoscevo.
Per una volta sono contenta di aver visto prima il film e poi di aver letto il libro: sarei rimasta delusissima della pellicola. D'altra parte comprendo la difficoltà di riportare tutti quegli avvenimenti sullo schermo. Eppure è lacunoso: bello, ma lacunoso.
Adesso resto in attesa di aver voglia di farmi male e aprire il Silmarillion.
Fabio aspetto un commento ben fatto dato che si tratta del tuo libro preferito.

2 commenti:

F/\B!O ha detto...

Concordo con te sulla questione di gusti: quelli che per te sono difetti, per me sono pregi. Mi piacciono le descrizioni di luoghi, personaggi, pensieri e azioni. Non trovo il libro pesante, ma anzi alternato tra ritmi concitati e ritmi più distesi, a seconda della trama. Ora leggo con il fiatone, ora trattenendo il respiro, ora teso per quel clima di "sta per succedere qualcosa" che è riuscito a creare con le sue parole. Quando sono arrivato all'ultima pagina mi sono davvero chiesto "Già finito?", perché non ha un finale statico, ma una ripartenza.
Se penso all'universo coerente che è riuscito a creare e all'influenza esercitata dall'opera sul mondo dell'arte!
La versione cinematografica non è fedele al 100%, comprensibilmente. Ti assicuro però che, per un fan di vecchia data, averlo visto al cinema (in una maratona di oltre 11 ore magari) è stato un sogno che si è realizzato. Avevo provato una simile emozione, essendo stato da bambino un appassionato di dinosauri, quando ho assistito alla proiezione di Jurassic Park: anche lì la trasposizione non era fedelissima, ma vederla su schermo è stato magico.
Con il Silmarillion ti farai molto male...

Anonimo ha detto...

Essere bloccati a casa comporta dei lati positivi...ho finito in 4 giorni tutti i racconti umoristici di Wodehouse... e ora sono a metà di quelli di Roald Dahl, non male sembra un Joyce moderno, racconti brevi con sorpresa o rivelazione finale. Quando lo finisco passo a "il mistero di sleepy hollow"

Ho un brutto ricordo di Jurassic Park, buon film, ma cinema pieno e fila di grezzi sotto che commentava incessantemente ogni scena, meno male che alla fine del primo tempo se ne sono andati