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Faticaccia, ma ho finito il Levitico.
Che dire, le prime pagine le ho letto in obliquo, cioè una parola sì, dieci no. Erano troppo noiose. Prescrizioni su come preparare i sacrifici, l'altare, la tenda dell'incontro... insomma, pesante. Inoltre ripetitivo: le stesse regole erano ribadite più volte. Infinito.
Il tono con l'andare delle pagine non è proprio cambiato, ma, pur restando un libro che regola la vita dei fedeli, si è fatto più interessante. Come punire taluni peccati, talune mancanze, come comportarsi in alcune situazioni.
Mi ha particolarmente colpito la descrizione del capro espiatorio. Tutti sanno cosa vuol dire quest'espressione, io non sapevo però che comparisse proprio in questa parte della Bibbia e nemmeno il meccanismo pratico che portava un innocente animale a diventare un agglomerato di colpe. Per chi non sa come non sapevo io: veniva preso un capro e il sacerdote, ponendo le mani sopra il suo capo, enumerava i peccati di tutti gli israeliti, scaricandoli sull'animale, il quale, in seguito, veniva abbandonato nel deserto. Tutto il popolo ritornava così puro.
Mi ha fulminato una cosa, un versetto: "Ciascuno di voi deve amare il suo prossimo come se stesso" (Levitico 19,18). No, non ho fatto una capatina per sbaglio nel vangelo, no, no. Ve lo garantisco, me lo sono domandato anch'io e ho controllato! Insomma, Gesù ha riportato una frase della Bibbia! Il suo comandamento era scritto da un sacco di tempo. Forse nessuno ci aveva mai fatto caso e lui ha voluto porvi l'accento. Non so, mi ha fatto una strana impressione.
Ultima considerazione, anzi, citazione. Non la commento se non per dire che dovrebbe essere ricordata spesso nella lotta contro la xenofobia, dilagante soprattutto qua in Italia in questi anni di immigrazione:
"Quando uno straniero si stabilirà nella vostra terra, non opprimetelo; al contrario, trattandolo come se fosse uno dei vostri connazionali, dovete amarlo come voi stessi. Ricordatevi che anche voi siete stati stranieri in Egitto".
Parole sante. Quando si dice che la Bibbia è il Libro dei libri: dentro c'è già scritto tutto, gira e rigira quello che accade oggi nel mondo è solo una variazione di ciò che è già accaduto chissà quante volte nella storia.
Alla fine, la citazione l'ho commentata lo stesso! Non ho resistito.
EDIT07/05/15: Sto portando avanti l'impresa. Lascio in un commento un mio pensiero.
Faticaccia, ma ho finito il Levitico.
Che dire, le prime pagine le ho letto in obliquo, cioè una parola sì, dieci no. Erano troppo noiose. Prescrizioni su come preparare i sacrifici, l'altare, la tenda dell'incontro... insomma, pesante. Inoltre ripetitivo: le stesse regole erano ribadite più volte. Infinito.
Il tono con l'andare delle pagine non è proprio cambiato, ma, pur restando un libro che regola la vita dei fedeli, si è fatto più interessante. Come punire taluni peccati, talune mancanze, come comportarsi in alcune situazioni.
Mi ha particolarmente colpito la descrizione del capro espiatorio. Tutti sanno cosa vuol dire quest'espressione, io non sapevo però che comparisse proprio in questa parte della Bibbia e nemmeno il meccanismo pratico che portava un innocente animale a diventare un agglomerato di colpe. Per chi non sa come non sapevo io: veniva preso un capro e il sacerdote, ponendo le mani sopra il suo capo, enumerava i peccati di tutti gli israeliti, scaricandoli sull'animale, il quale, in seguito, veniva abbandonato nel deserto. Tutto il popolo ritornava così puro.
Mi ha fulminato una cosa, un versetto: "Ciascuno di voi deve amare il suo prossimo come se stesso" (Levitico 19,18). No, non ho fatto una capatina per sbaglio nel vangelo, no, no. Ve lo garantisco, me lo sono domandato anch'io e ho controllato! Insomma, Gesù ha riportato una frase della Bibbia! Il suo comandamento era scritto da un sacco di tempo. Forse nessuno ci aveva mai fatto caso e lui ha voluto porvi l'accento. Non so, mi ha fatto una strana impressione.
Ultima considerazione, anzi, citazione. Non la commento se non per dire che dovrebbe essere ricordata spesso nella lotta contro la xenofobia, dilagante soprattutto qua in Italia in questi anni di immigrazione:
"Quando uno straniero si stabilirà nella vostra terra, non opprimetelo; al contrario, trattandolo come se fosse uno dei vostri connazionali, dovete amarlo come voi stessi. Ricordatevi che anche voi siete stati stranieri in Egitto".
Parole sante. Quando si dice che la Bibbia è il Libro dei libri: dentro c'è già scritto tutto, gira e rigira quello che accade oggi nel mondo è solo una variazione di ciò che è già accaduto chissà quante volte nella storia.
Alla fine, la citazione l'ho commentata lo stesso! Non ho resistito.
EDIT07/05/15: Sto portando avanti l'impresa. Lascio in un commento un mio pensiero.

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12 commenti:
Xenofobia dilagante? Penso che chi si vuole integrare sta bene in Italia (e soprattutto in Veneto) come pochi altri posti.
in Belgio marocchini ed extracomunitari stanno su quartieri ghetto evitati da tutti.
Nel paradiso di ZapateroLandia invece la polizia sulle coste, ha l'ordine di sparare sugli scafisti che non rispettano l'alt.
Vogliamo poi parlare del difficile rapporto della Germania con la minoranza turca? O delle Banlieues in Francia?
Un pò di equità di giudizio, please...cmq ora vado a sbirciare il Levitico...sono curioso
"Non c'è nulla di nuovo sotto il sole": troverai queste parole nel Qoelet.
Per la questione xenofoba:
Veltroni "Il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel Paese impone a tutti una profonda riflessione"
Fini "Sarebbe sbagliato negare che esiste un pericolo razzismo e xenofobia"
Destra e sinistra quindi concordano su questo, solo la Lega nega...
Io lascerei stare le pagliuzze negli occhi degli altri: solo perché altrove succedono cose brutte non significa che in Italia non accadano o siano più lievi.
Il mio pensiero va al diciannovenne nero ucciso a Milano a sprangate in testa.
A parte queste due dichiarazioni, vaghe ed estemporanee nonchè scontate (se vuoi ti vado a trovare due dichiarazioni completamente contrastanti di Wall-E sui rumeni da sindaco prima e dopo la questione Reggiani), e il 19enne ucciso a sprangate da due delinquenti, che avrebbero aggredito chiunque li avesse derubati, farsi buoni cavalcando sentimenti di carità pelosa a puro vantaggio elettorale è quanto di peggio possa esistere.
Non capisco il perchè se un rumeno stupra una donna o massacra due persone in villa, giustamente si dice che non tutti i rumeni sono così, mentre se viene aggredito uno straniero, che ormai rappresenta il 10% della popolazione, gli italiani sono razzisti.
Proviamo a pensare alla nigeriana "maltrattata dalla polizia",in realtà spacciatrice di droga isterica a cui era stato chiesto di togliersi gli indumenti per perquisizione, al raid punitivo a Roma verso i cingalesi, strumentalizzato perchè a una giornalista della Bibbia, cioè Repubblica, "pareva" di aver visto una svastica su un berretto, mentre in realtà il capo della spedizione (col Che tatuato) ha negato l'esistenza di motivazioni politiche e razzistiche nel suo atto.
Tutti questi sono fatti strumentalizzati in modo ignobile, come vengono in taluni casi strumentalizzate le aggressioni di stranieri per fomentare un clima di paura che, almeno dalle nostre parti, ha meno ragione di essere.
L'unica cosa da dire e qui i dati parlano chiaro, è che la percentuale di stranieri in carcere è piuttosto maggiore rispetto alla percentuale di stranieri presenti in Italia.
Altra cosa incontrovertibile è che la Marca come benessere per gli stranieri integrati è beatamente al primo posto, questo per chi "non cambierebbe mai la politica di immigrazione a Roma con quella di Treviso".
Scusatemi se mi sono dilungato
Stefano, ho letto un articolo di chi ha votato lega nelle ultime elezioni e il motivo principale era per avere maggior sicurezza dallo straniero! Addirittura un immigrato, arrivato a avere la cittadinanza italiana, ha votato lega per lo stesso motivo! Perché non arrivasse qualcun'altro a fregargli il lavoro. Io la chiamo paura del diverso. Paura! E soprattutto egoismo. Tu?
Monica, in linea teorica avresti perfettamente ragione.
Però ti dico una cosa: dammi dello xexnofobo egoista razzista ecc. ecc. ma dopo che un albanese minacciò mia mamma davanti ai miei occhi posso dirti che tutti i buoni propositi sono andati in malora.
Aggiungi che quando ho fatto denuncia ai carabinieri mi hanno fatto capire che loro hanno le mani legate.
Si, sicuramente è egoismo. Ma coloro invece che si stracciano le vesti e accoglierebbero tutti senza se e senza ma, lo fanno solo per avere i voti di questi ultimi qualora ne acquisiscano il diritto. Ma fortunatamente gli immigrati, almeno quelli regolari, sono capaci di ragionare con la testa e di non farsi tirare per il bavero...
I mezzi di informazione strumentalizzano ogni cosa: difficilmente andremo fino in fondo, fino alla verità. Su questo possiamo concordare tutti.
Se un rumeno stupra una donna o massacra due persone in villa commette un crimine per piacere/soldi/follia, non sceglie le vittime perché sono italiane. Se un italiano aggredisce uno straniero solo perché cinese/cingalese/nigeriano/ecc allora è razzista. Sono le motivazioni a rendere sostanzialmente diversa la faccenda. Ecco il perché.
La percentuale di stranieri in carcere è piuttosto maggiore rispetto alla percentuale di stranieri presenti in Italia forse perché la percentuale di stranieri disagiati è piuttosto maggiore rispetto alla percentuale di stranieri benestanti. Che i crimini siano inversamente proporzionali alla situazione economica è una legge che accomuna tutte le razze.
Per quanto riguarda la Marca, io non so se qui si stia meglio o peggio che in altre regioni, non ho provato. Quello che vedo guardando il mio comune è che alla questione meridionale si è non sostituita ma affiancata la questione razzista. Non perché siamo cattivi, ma ignoranti. Solo i bambini ci salveranno.
Roberto, per colpa di un albanese giudichi tutti gli altri in quanto tali? E se fosse stato un istranese?
Aspetto le dichiarazioni completamente contrastanti di Wall-e.
Infatti il pestaggio dei cingalesi non era per la loro razza, ma per questioni legate a criminalità e vita in quel quartiere...(perchè Roma non è solo la fiaba del centrocittà pulito, della Fiera del Cinema). In ogni caso l'ignobile capo della spedizione punitiva ha affermato "Lo volete capire che la politica non c'entra nulla? E il razzismo neppure? I senegalesi che stanno lungo la strada sono miei amici e non farei mai nulla di male a loro"
Rapine in villa: qui magari oltre che la rapina c'è in ballo anche la brutalità della rapina, e spesso chi le compie è regolare, ha un lavoro magari come copertura.
Il fatto che la Marca è al primo posto come benessere degli stranieri regolari, non è "non lo so io, non lo sai tu", è proprio così,fonte il Sole 24 Ore e non me ne stupisco, visto la tanta gente onesta che si spacca in quattro e a cui gli atti di criminalità dei connazionali danno fastidio.
Non posso sapere come si sta ad Istrana, parlo per il mio comune che col tuo ci confina e proprio di razzismo non ci vedo traccia (solo nella mia via senegalesi e albanesi solo nella mia via e integrati perfettamente). Se ciò che dici è vero mi spiace, ma vorrei sentire anche altre campane, giusto per essere sicuro che non sia detto per astio nei confronti di chi ha vinto a Istrana e che la solita divisione manichea "i buoni stanno di qua i cattivi di là" che nella politica nazionale applichiamo un pò tutti, non si applichi anche a livello locale, dove personalmente ho rispetto per tutti gli amministratori, che siano quelli che ho votato o no.
"...giusto per essere sicuro che non sia detto per astio nei confronti di chi ha vinto..."
Mi amareggia questa tua opinione su di me.
La Lega Nord ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al Servizio Saniterio Nazionale e privi di risorse economiche. Maggiori dettagli qui.
Se è vera è pessima, aspetterei ulteriori sviluppi, ci sono botte e risposte tra parlamentari che però non riguardano ancora questo ambito. Stiamo a vedere poi se ne discute
Capro espiatorio, anno sabbatico e legge del taglione: ecco da dove arrivano!
Lettura indubbiamente pesante e faticosa, da portare avanti con la forza di volontà.
Nel lungo racconto Mosè è sempre presente. Con leggere varianti, Dio gli espone norme e prescizioni affinché le trasmetta al popolo: «Il Signore parlò a Mosè e disse: "Parla agli Israeliti..."». Penso che l'autore volesse affermare la cura del Signore per il popolo che si era scelto.
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