Loschi individui nel locale buio entrano furtivi. L'ambiente emana odori incomprensibili; l'ordinata eccentricità crea un'atmosfera ambigua, un misto di aristocratico snobismo e decadente machismo.
È praticamente deserto. I quattro si siedono all'angolo, per essere nascosti alla vista del locandiere, ma non troppo: il giusto per non dare nell'occhio. Il proprietario, di nero vestito, dall'occhio vigile non attende, si dirige a passo fiero e deciso verso di loro, sparpaglia qualche foglio sopra il tavolo e se ne va, senza degnare di uno sguardo i quattro intimoriti. Non sono a loro agio, il luogo di certo non aiuta a distendere le tensioni. Ognuno, riluttante, prende in mano una carta e dà una prima occhiata fintamente distratta e distaccata. Non si può scappare all'inevitabile: dopo uno sguardo d'intesa un po' rabbuiato, i quattro pongono attenzione alle scritte e al loro significato. Troppo tardi, però, a parere del proprietario: si avvicina prepotente aspettando una risposta. Contraddetto dal silenzio, garantisce che ritornerà a breve. La pressione c'è, si sente. Cosa fare? I quattro febbrilmente prendono una decisione che comunicano a gesti all'uomo vestito di nero.
Lo controllano di sottecchi: non è più visibile, è indaffarato dall'altra parte del locale.
Rapidi estraggono da un fagotto il pacchetto, lo scartano silenziosi e tesi. Ogni strappo, uno sguardo lanciato al proprietario. Cosa sarebbe accaduto se li avesse scoperti?
Il contenuto viene diviso equamente ai presenti e fatto sparire con esperti movimenti. Qualche gesto ancora per camuffare le prove e un sospiro. Non sono stati scoperti.
Almeno per il momento...
È praticamente deserto. I quattro si siedono all'angolo, per essere nascosti alla vista del locandiere, ma non troppo: il giusto per non dare nell'occhio. Il proprietario, di nero vestito, dall'occhio vigile non attende, si dirige a passo fiero e deciso verso di loro, sparpaglia qualche foglio sopra il tavolo e se ne va, senza degnare di uno sguardo i quattro intimoriti. Non sono a loro agio, il luogo di certo non aiuta a distendere le tensioni. Ognuno, riluttante, prende in mano una carta e dà una prima occhiata fintamente distratta e distaccata. Non si può scappare all'inevitabile: dopo uno sguardo d'intesa un po' rabbuiato, i quattro pongono attenzione alle scritte e al loro significato. Troppo tardi, però, a parere del proprietario: si avvicina prepotente aspettando una risposta. Contraddetto dal silenzio, garantisce che ritornerà a breve. La pressione c'è, si sente. Cosa fare? I quattro febbrilmente prendono una decisione che comunicano a gesti all'uomo vestito di nero.
Lo controllano di sottecchi: non è più visibile, è indaffarato dall'altra parte del locale.
Rapidi estraggono da un fagotto il pacchetto, lo scartano silenziosi e tesi. Ogni strappo, uno sguardo lanciato al proprietario. Cosa sarebbe accaduto se li avesse scoperti?
Il contenuto viene diviso equamente ai presenti e fatto sparire con esperti movimenti. Qualche gesto ancora per camuffare le prove e un sospiro. Non sono stati scoperti.
Almeno per il momento...

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5 commenti:
Son dovuto giungere a tre quarti per capire che era ispirato a fatti realmente accaduti ^_^
Caspita, Roberto ha capito subito di cosa parlavo. Mi sa che non sono stata tanto brava questa volta...
Caspita, lui nemmeno era presente!
...io non faccio testo... locali così sono la mia seconda casa, ho l' ufficio nel bagno di uno, vicino a quello di Fonzie
Mamma mia!! che pauraaa!!:-) però potresti scrivere il seguto della story.. Chissà cosa accadrà ai quattro loschi individui..!!! Ma chi erano poi?? Grande moka!!:-)
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